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IMPROBABILI
BINARI
La
prima volta che osservi I Santini Del Prete sei spiazzato, il tuo treno
dei pensieri deraglia prima che tu te ne renda conto, mentre sei ancora
convinto di continuare tranquillo verso la consueta destinazione cui conducono
i paralleli e rassicuranti binari della geometria euclidea.
Alla seconda immagine dei due ferrovieri in divisa forse puoi ancora far
finta di nulla e illuderti di poter ancora scendere alla solita stazione.
Ma l’ironia è iterata, e proprio per questo sottilmente dirompente,
cosicché la terza cartolina distrugge ogni speranza di fare un
viaggio scontato e privo di avventura sul treno dei Santini Del Prete.
L’apparente semplicità dei messaggi e la loro dichiarata
minimalità sono solo dei sassolini sulla ferrovia, ma riescono
a fare deragliare il treno, conducendolo su binari non più banalmente
paralleli, ma intrecciantisi in mille spirali che attraversano spiagge
esotiche, si avventurano in labirinti, affrontano con leggerezza nodi
gordiani, entrano in improbabili tunnel aerei, volano come bolle di sapone,
trasformando irreparabilmente l’ordinario in straordinario e la
quotidianità in arte.
I
Santini Del Prete sono artisti o ferrovieri?
La loro è arte o non arte?
Queste domande avevano forse un senso quando ancora i binari della ferrovia
erano paralleli e non si incontravano mai.
La ricerca di un confine, di una demarcazione fra arte e non arte; di
una definizione, di un criterio assoluto di classificazione per artisti
e ferrovieri è destinata a rimanere senza esito.
Tale confine è variabile come il tempo, convenzionale come il meridiano
di Greenwich, incerto come l’umore, effimero come le mode.
Così come non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume,
un’opera d’arte è irripetibile, ma lo è anche
qualunque altra azione umana, compresa la più domestica e quotidiana.
L’opera dei Santini Del Prete è generata dalla creatività,
è consapevole e sincera; è coraggiosamente misurata e gentile
in un mondo che vede trionfare l’urlo e la volgarità, è
sottile e spicca per l’intelligente autoironia: se proprio si vuole
classificarla, è “arte”, tanto più quanto si
dichiara “non arte”.
Ecco
perché ho deciso di aderire al Manifesto dei Santini Del Prete
: ho deciso quindi di fare il biglietto e di farmi trasportare dal treno
della Creatività, per colorare il III Millennio di Molteplicità
e di Solidarietà, e contribuire così alla nascita di un
mondo di Pace e di Amore.
Giovanni
Pelosini
Cecina,
14/12/1998
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Giovanni
Pelosini
IMPROBABILI
BINARI
La prima volta che
osservi I Santini Del Prete sei spiazzato, il tuo treno dei pensieri deraglia
prima che tu te ne renda conto, mentre sei ancora convinto di continuare
tranquillo verso la consueta destinazione cui conducono i paralleli e
rassicuranti binari della geometria euclidea.
Alla seconda immagine dei due ferrovieri in divisa forse puoi ancora far
finta di nulla e illuderti di poter ancora scendere alla solita stazione.
Ma l’ironia è iterata, e proprio per questo sottilmente dirompente,
cosicché la terza cartolina distrugge ogni speranza di fare un
viaggio scontato e privo di avventura sul treno dei Santini Del Prete.
L’apparente semplicità dei messaggi e la loro dichiarata
minimalità sono solo dei sassolini sulla ferrovia, ma riescono
a fare deragliare il treno, conducendolo su binari non più banalmente
paralleli, ma intrecciantisi in mille spirali che attraversano spiagge
esotiche, si avventurano in labirinti, affrontano con leggerezza nodi
gordiani, entrano in improbabili tunnel aerei, volano come bolle di sapone,
trasformando irreparabilmente l’ordinario in straordinario e la
quotidianità in arte.
I
Santini Del Prete sono artisti o ferrovieri?
La loro è arte o non arte?
Queste domande avevano forse un senso quando ancora i binari della ferrovia
erano paralleli e non si incontravano mai.
La ricerca di un confine, di una demarcazione fra arte e non arte; di
una definizione, di un criterio assoluto di classificazione per artisti
e ferrovieri è destinata a rimanere senza esito.
Tale confine è variabile come il tempo, convenzionale come il meridiano
di Greenwich, incerto come l’umore, effimero come le mode.
Così come non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume,
un’opera d’arte è irripetibile, ma lo è anche
qualunque altra azione umana, compresa la più domestica e quotidiana.
L’opera dei Santini Del Prete è generata dalla creatività,
è consapevole e sincera; è coraggiosamente misurata e gentile
in un mondo che vede trionfare l’urlo e la volgarità, è
sottile e spicca per l’intelligente autoironia: se proprio si vuole
classificarla, è “arte”, tanto più quanto si
dichiara “non arte”.
Ecco
perché ho deciso di aderire al Manifesto dei Santini Del Prete
: ho deciso quindi di fare il biglietto e di farmi trasportare dal treno
della Creatività, per colorare il III Millennio di Molteplicità
e di Solidarietà, e contribuire così alla nascita di un
mondo di Pace e di Amore.
Giovanni
Pelosini
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